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ALEX BRITTI
IN TOUR
Il nuovo album dei Alex Britti, “.23” è un disco importante, perché lascia venir fuori tutte le influenze artistiche che accompagnano da anni la strada dell'artista: blues, rock, fusion, jazz (uno splendido omaggio alle atmosfere anni ’70 di George Benson è contenuto in “Buona fortuna”), canzone d’autore italiana, pop, folk, soul, reggae, il tutto al servizio delle canzoni che lo compongono.
Già, le canzoni, perché non è mistero che è quella la distanza su cui Britti, da sempre, ama misurarsi, e per cui arriva a concepire un album così ricco di suoni, ispirazione e riferimenti. Per dare loro il giusto abito.
Le nuove canzoni, infatti, ancora una volta mettono a fuoco Alex in quello che forse è il suo album più autobiografico di sempre – sarà un segno che il titolo discenda dal suo giorno di nascita? - e lo raccontano per quello che è: un giovane uomo che ha passato da poco i 40, e inizia a porsi delle domande importanti. A volte malinconico (“Piove”), altre sentimentale (“Buona fortuna”), altre ancora innamorato e determinato (“Un attimo per sempre”, “Così come sei”), in ogni caso sempre inguaribilmente romano (“Venite tutti a Roma”), e quindi ironico, caparbio e “sgamato”. “Amico mio” sottolinea uno dei valori in cui si riconosce perfino un “solista” della vita come lui, mentre “Lasciatemi sognare” apre nel disco una finestra “sociale”, parlando di guerra e conflitti di religione sul tempo della musica più pacifista che c’è, il reggae.
A fare da cornice a tutto, c’è naturalmente la title-track, “.23”, brano che non nasconde la voglia di rischiare e di giocare con la vita seguendo il proprio istinto e scegliendo, se del caso, di sbagliare di testa propria.
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