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IL MARCHESE DEL GRILLO

IL MARCHESE DEL GRILLO

IL SISTINA in collaborazione con MFPRODUZIONI presentano
ENRICO MONTESANO 

IL MARCHESE DEL GRILLO
 

dal film di MARIO MONICELLI
regia MASSIMO ROMEO PIPARO

scritto con PIERO BENVENUTI, TULLIO PINELLI, LEONARDO BENVENUTI,
BERNARDINO ZAPPONI


Commedia Musicale di

GIANNI CLEMENTI - ENRICO MONTESANO - MASSIMO ROMEO PIPARO
Su licenza di MP Produzioni
con Musiche originali composte da EMANUELE FRIELLO

Scene TERESA CARUSO                                                  

Costumi CECILIA BETONA

Coreografie ROBERTO CROCE                         

 

con

GIULIO FARNESE
MONICA GUAZZINI
DORA ROMANO
TONINO TOSTO
MICHELE ENRICO MONTESANO
ILARIA FIORAVANTI
BENEDETTA VALANZANO
ANDREA PIROLLI
ROBERTO ATTIAS
GERRY GHERARDI
IGOR PETROTTO
AMBRA CIANFONI
GIACOMO GENOVA
GLORIA ROSSI
FABRIZIO CAIAZZO
SERGIO SPURIO
FRANCESCA RUSTICHELLI
ORESTE CAPOCCIA
ROCCO STIFANI
SANDRO BILOTTA
SEBASTIANO LO CASTO 

 

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IL MARCHESE DEL GRILLO, l’amatissima pellicola di Mario Monicelli del 1981 diventato ormai un vero e proprio cult, prendendo ispirazione da una figura storica realmente esistita, racconta la Roma papalina di inizio ‘800 attraverso la sottile ironia, il sarcasmo e il divertimento del Marchese Onofrio del Grillo, e consegna un grande Alberto Sordi e il film stesso alla storia della comicità di tutti i tempi.

In questa versione teatrale musicale, un altro grande protagonista della scena italiana è chiamato a prestare tutta la propria verve e il proprio carisma al personaggio del Marchese Onofrio del Grillo, segnando un’altra importante pagina della storia della commedia musicale italiana: il mattatore ENRICO MONTESANO.

Lo spettacolo ha avuto il suo prestigioso debutto assoluto al Teatro Sistina di Roma nel novembre 2015 ottenendo il più alto consenso di critica e pubblico della storia moderna di questo teatro, considerato il più importante in Italia per la commedia musicale, con oltre 50.000 spettatori.

 

Agli inizi del XIX secolo, vive a Roma il Marchese Onofrio del Grillo, Guardia nobile di Papa Pio VII, nell'ozio più completo, frequentando bettole e osterie, coltivando relazioni amorose clandestine con popolane e tenendo un atteggiamento ribelle agli occhi della sua famiglia, bigotta e autoritaria.

Le sue giornate trascorrono nell’organizzazione di innumerevoli scherzi e beffe dei quali risultano spesso vittime i popolani, altri nobili e la sua famiglia oltre allo stesso Papa. Il suo edonismo senza remore e le sue provocazioni ingiuriose nei confronti di mendicanti, Papi e consanguinei, proseguono liberamente fino al giorno in cui Napoleone invade lo Stato Pontificio e i francesi entrano a Roma.

L'incontro con una giovane e bellissima attrice, e l’amicizia con un giovane ufficiale francese, gli fanno per la prima volta pensare di poter abbandonare Roma per Parigi.

La disfatta di Napoleone a Waterloo ristabilirà però le cose e il Marchese del Grillo fa il suo ritorno a Roma dove ad accoglierlo trova un clima ostile e una minaccia di condanna a morte per il suo alto tradimento nei confronti del Papa.

Per la prima volta però uno dei suoi terribili scherzi, la sostituzione di persona operata ai danni di un povero carbonaro ubriacone, consentirà al Marchese un onorevole riscatto con un finale a sorpresa.

 

ENRICO MONTESANO

Quella dei Montesano era da tempo una famiglia di artisti; a cominciare dal bisnonno Michele che, con il fratello Achille, creò a Roma una compagnia di operette, fino al nonno Enrico, noto direttore d’orchestra.

La vocazione per lo spettacolo, saltando una generazione, è passata direttamente dal nonno a lui e nel 1966 insieme al noto umorista Vittorio Metz debutta nel piccolo Teatro Goldoni come attore imitatore nella commedia Humor Nero.

Nella stagione 67/68, con la collaborazione di Leone Mancini e Maurizio Costanzo, inizia la sua attività di cabaret al Puff di Lando Fiorini, teatrino in Trastevere.

L’attività teatrale prosegue con la stagione del Bagaglino dove è ospite fisso insieme a Gabriella Ferri nel felicissimo spettacolo Tiette la cica.

Montesano ha portato avanti una proficua carriera cinematografica cominciata con un trittico di film realizzati per Dino De Laurentis e recitati al fianco del compianto Alighiero Noschese, al quale l’attore non nasconde di dover molto.

Le tappe principali della sua attività per il grande schermo lo hanno visto cimentarsi nei ruoli brillanti di aspirante suicida nel film di Giorgio Capitani Aragosta a colazione di ‘magliaro’ palestinese nel Il Ladrone e di vetturino romano in Qua la mano, questi ultimi due diretti da Pasquale Festa Campanile.

Cresciuto professionalmente di anno in anno, l’attore romano sa conquistarsi un posto di rilievo nel mondo dello spettacolo italiano, grazie anche ai successi teatrali del Sistina, che lo ospita nella stagione 78/79 con Rugantino, la commedia musicale di Garinei e Giovannini e nella seguente con Bravo, il musical di cui è coautore che registra un’impressionante serie di ‘tutto esaurito’ fruttandogli la Maschera dell’Istituto del Dramma Italiano1980/1981.

Con Quantunque io, nel 1977, coautore dei testi con Ferruccio Fantone, inaugura con successo una nuova formula di varietà televisivo che rinuncia ai classici apporti della grande orchestra e dei grande balletto per puntare su gag fulminanti, caricature, brevi sketch, personaggi, e satira politica e di costume.

Questa nuova formula di varietà televisivo si impose poi negli anni ’80 per il lancio dei ‘nuovi comici’.

Il 1985 è una data importante per Montesano: dopo essere stato diretto ancora una volta da Steno in Mi faccia causa, è di nuovo vincitore del Premio David di Donatello e del Nastro d’Argento per A me mi piace, che lo gratifica nell’inedita veste di regista esordiente. Nello stesso anno inizia la collaborazione e l’amicizia con Carlo Verdone che lo dirige in I due carabinieri, campione d’incasso e vincitore del Biglietto d’oro AGIS.

Il successo teatrale di Se il tempo fosse un gambero, rappresentato nelle stagioni 86/87 e 88/89 e terminato a teatro esaurito, è intervallato dalle parentesi cinematografiche de I picari, di Mario Monicelli e de Il volpone, di Maurizio Ponzi.

Nella stagione 1999/2000 ottiene il record di incassi con lo spettacolo E menomale che c’e’ Maria! Lo stesso spettacolo è bissato nella stagione successiva ottenendo nuovamente il record stagionale di incassi e numero di spettatori.

Il suo successo teatrale prosegue nelle stagioni 01/02 e 02/03 con lo spettacolo Malgrado tutto beati voi, al quale segue Noio vulevan savuar…ancor nel 2005 e nella stagione 2007/08 E’permesso., spettacoli tutti applauditi anche al TEATRO VERDI

 

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Date evento
  • dal 30/12/16 al 08/01/17
  • il 31/12/16 ore 20.45

tipo evento: Teatro
evento rivolto a: tutti
accessibilità: accessibile ai disabili
E-mail: info@teatroverdionline.it

Luogo
  • Teatro Verdi
    Via Ghibellina, 99
    50122 Firenze









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